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| Dal Rapporto Censis 2008 - Dati sulla scuola e sull’università |
Chiara Acciarini
Può essere interessante esaminare una sintesi dei dati dell’ultimo Rapporto Censis sull’istruzione. Esaminandoli ci si rende conto di quanto siano errati i tagli alla spesa compiuti dal governo di centrodestra e si può anche iniziare un’analisi delle più importanti criticità, in termini non esclusivamente finanziari. >> leggi |
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| Rimuovere gli ostacoli alla effettiva uguaglianza tra i cittadini: proviamo a scomettere sulla scuola di tutti? |
Chiara Acciarini
In questi tempi difficili, ma, forse, anche carichi di potenzialità ancora inesplorate, accade sempre più frequentemente di pensare alla nostra Costituzione come un punto di riferimento essenziale per cercare di costruire un paese più libero e più giusto. Una costituzione che attribuisce alla Repubblica (Stato, Regioni, Province, Comuni) il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono di raggiungere gli obiettivi di libertà e di uguaglianza affermati in modo limpido e articolato nei principi fondamentali. La Repubblica deve svolgere, in particolare, un ruolo attivo sui temi dell’istruzione e del lavoro, dove si collocano diritti che nessuno può pensare di garantire con gli strumenti forniti dal pensiero liberale, essenzialmente negativo nei confronti dei compiti dello stato in tali materie... >> leggi |
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| Proposta |
Care amiche e cari amici,
dopo due o tre mesi di esistenza provvisoria del sito scuola in chiaro. org, sulla base di discussioni che abbiamo avuto con alcuni di voi, abbiamo pensato che sia giunto il momento di dare una veste più strutturata al sito stesso.
Intanto ci pare che sarebbe utile un sottotitolo del sito che possa chiarire meglio le finalità che ci proponiamo. Potrebbe essere ad esempio “sito di informazione, approfondimento e dibattito su scuola e università”.
Si potrebbero a tal fine proporre in prima pagina alcuni temi che pure hanno connotazioni differenti. Alcuni più collegati al dibattito attuale, altri più di ricerca e di prospettiva. In ogni caso l’idea è di iniziare con un intervento di apertura, che potrebbe anche essere la sintesi di una ricerca, sul quale aprire la discussione per arrivare poi a delle proposte condivise. Vi proponiamo ad esempio:
- Orientarsi nella scuola post-Gelmini;
- Università: né dei baroni, né dei ministeri;
- Come reclutare gli insegnanti: costruire un’alternativa alle proposte del centro-destra;
- Una ricerca sulle donne insegnanti (a partire dal maestro unico, appunto);
- La prima sicurezza, quella degli edifici scolastici.
Vi chiediamo la vostra opinione su questa impostazione e soprattutto la vostra disponibilità a collaborare con noi per favorire una nuova fisionomia del sito.
Cordiali saluti e soprattutto buon anno.
Chiara Acciarini, Anna Riccardi, Alba Sasso
Roma, 12 gennaio 2009
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| Beata ignoranza |
 Alba Sasso
E’ stata posta il 5 gennaio alla Camera la fiducia sul decreto 180 su Università e ricerca. Nessun margine di discussione sul testo. Così è, blindato. E d’altra parte su scuola e Università in questa legislatura tutto è stato deciso per decreto e sottoposto al voto di fiducia. Dal decreto 112, al decreto sul maestro unico a quest’ultimo su Università e ricerca. Altro che volontà di discutere, come invece spesso ripete la ministra Gelmini. A meno che non si vogliano contrabbandare per accordi bipartisan i pochi emendamenti approvati in Senato tra quelli presentati dall’opposizione.
Un decreto peraltro pasticciato, cresciuto su se stesso, che non affronta e neppure risolve nessuno dei problemi dell’Università e della ricerca e non modifica di fatto l’impostazione della legge 133. Anche se dalla grande stampa viene presentato come una svolta nelle politiche per l’Università. Rimane la logica dei tagli, il pesante ridimensionamento del fondo di funzionamento ordinario. Un milione e mezzo in tre anni non è certo cosa da poco... >> leggi |
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| Nel nome di Minerva |
 Umberto Eco - il manifesto
L’università italiana è in crisi, e lo era in anticipo su Wall Street. Ma, mentre sulla crisi economica tutti hanno idee chiare perché sanno quanto hanno perduto o quanto gli manca per finire il mese, sulla crisi dell’università vagano idee imprecise. Nulla di eccezionale, visto che si tratta di argomento specializzato, e nulla da eccepire se al Tre Palle un Soldo che si sta giocando sull’università eccellono coloro che fondano il loro potere sulla diffusione della cultura trash, ma paiono rischiose numerose generalizzazioni che vagano in formazione bipartisan, sia da destra che da sinistra. Se le idee sono confuse, più confusi ancora saranno i suggerimenti per uscire dalla crisi... >> leggi |
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| Ma quale marcia indietro? |
 Alba Sasso
Il Consiglio dei ministri ha oggi approvato i regolamenti attuativi del piano programmatico della scuola confezionato dal ministro dell’Istruzione Gelmini. Il piano previsto avrebbe dovuto essere congruo alla legge 133 e invece si scopre che introduce misure non previste dalla norma. Dunque la Gelmini e il governo non hanno fatto marcia in dietro. Il verbale firmato a Palazzo Chigi pochi giorni fa non ha comportato nessuna revisione da parte della responsabile dell’Istruzione e dell’esecutivo, come del resto lasciava intendere il permanere dei tagli originari, mai messi in discussione. Perché -ed è questo l’aspetto essenziale- la cosiddetta riforma Gelmini è tutto tranne che una riforma.: si tratta al contrario di un taglio economico, feroce e indiscriminato, che si abbatte come una mannaia su tutti i livelli scolastici, attraverso soprattutto la riduzione degli insegnanti e degli orari di formazione... >> leggi |
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| A più miti consigli |
 Alba Sasso
La mobilitazione delle scuole di questi mesi, il forte impegno dei sindacati, le prese di posizione delle conferenza stato-regioni hanno indotto il governo a più miti consigli. Posso dire che nel testo dell’accordo proposto dal governo si riconosce una mano abile, d’altri tempi, lontana dal decisionismo brutale cui abbiamo assistito in questi mesi? “Sopire, quietare”… Anche se già oggi i toni gelminiani cambiano. Ma vediamo nel merito. Nel testo dell’accordo stilato ieri a Palazzo Chigi il governo prende tempo sulla secondaria. Slitta di un anno l’avvio della cosiddetta riforma e si accetta su questi temi il confronto. Ma solo sull’applicazione dei regolamenti... >> leggi |
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| Verbale della riunione dell’11-12-2008 Governo-Sindacati sulla scuola |
In data odierna a Palazzo Chigi si è svolto un incontro, avente ad oggetto l’illustrazione delle linee guida di provvedimenti attuativi della legge 133/208. All’incontro, presieduto dal Sottosegretario di Stato Dott. Gianni Letta, hanno partecipato i Ministri Mariastella Gelmini, Maurizio Sacconi e Renato Brunetta, ed i rappresentanti delle OO.SS.: Domenico Pantaleo e M. Concetta Brigida per la Cgil; Raffaele Bonanni, Giorgio Santini e Francesco Scrima per la Cisl; Luigi Angeletti e Massimo Di Menna per la Uil; Fedele Ricciato e Achille Massenti per la Confsal; Alessandro Ameli per la Cgu; Alberto Sartori per la Cida; Gennaro Di Meglio della Gilda-Unams. A conclusione della riunione con le Organizzazioni sindacali confederali e quelle del comparto scuola in merito agli interventi previsti dal Piano programmatico di cui all’art. 64 della legge 133/2008, il Governo si impegna a recepire nei Regolamenti da emanarsi ai sensi del medesimo art. 64, i principi e le indicazioni che hanno costituito oggetto dei pareri delle Commissioni Cultura... >> leggi |
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| Docenti stranieri per salvare l’Università |
 Piergiorgio Odifreddi - la Repubblica
I recenti provvedimenti, in verità parecchio sprovveduti, presi dal governo sulla scuola e sull´università hanno avuto almeno un effetto positivo: quello di stimolare all´autocoscienza studenti e professori, e di attirare l´attenzione della popolazione sulle disastrose condizioni in cui versa l´istruzione nel nostro paese, dalle elementari ai dottorati di ricerca. La protesta contro i tagli indiscriminati ai fondi e al personale, a cui si riducono tutti i provvedimenti citati, non può però essere intesa come una difesa dello status quo e dell´organizzazione del nostro sistema scolastico e universitario, i cui molti anacronismi non trovano l´uguale in Europa e nel mondo. Per evitare di fare un discorso accademico (un termine che, significativamente, potrebbe essere inteso sia come «universitario» che come «ozioso»), mi sia permesso di riferirmi direttamente alle mie esperienze di studio e di insegnamento all´estero: dopo essere entrato all´Università.. >> leggi |
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| Gelmini, il ministro che non c’è |
 Alessandra Vitali - la Repubblica
Cercatela a San Gregorio Armeno. Al momento unico luogo in cui si manifesti tangibile la sua presenza. Grembiule, coccarda e un abaco fra le mani, Maria Stella Gelmini appare in un’inedita versione scolaretta sotto forma di statuina del presepe, recente creazione di un artigiano napoletano. Se non fosse per la statuina, per i "santini" sfoggiati durante i cortei in cui è ritratta nelle vesti di "Beata Ignoranza", per le foto pubblicate di tanto in tanto sui quotidiani (e per la conferenza stampa, ovviamente blindata, dopo il Consiglio dei ministri di oggi) si stenterebbe a ricordare la faccia del ministro dell’Istruzione. Che in carne ed ossa non si fa vedere da tempo. Più o meno dall’inizio della protesta contro il decreto al quale dà il nome, in maniera più marcata da quando il decreto è diventato legge. Maria Stella è scomparsa... >> leggi |
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| Studenti. La rivolta dei ragazzi in cerca di futuro |
 Michele Serra - la Repubblica
Il loro nemico non è il governo, il loro nemico è il mancato investimento di un´intera società nei suoi figli, la sfiducia nella loro capacità non di essere aiutati, ma di aiutare
L´unica pista interpretativa solida e utile è guardare ai ventenni d´oggi come a persone che intuiscono la condanna e una eterna e indesiderata gioventù.
È una contestazione diversa dalle precedenti. Distante dai contenuti del Sessantotto. Oggi i ragazzi chiedono cose poco ideologiche e molto concrete, legate al loro incerto futuro.
Da qualche anno, come se si pronunciasse una qualunque tra le nozioni statistiche, si ripete che per la prima volta dal Dopoguerra i figli hanno prospettive economiche peggiori dei padri. Il concetto, a ben vedere, è devastante. Lo è socialmente, lo è psicologicamente. E valutandone meglio il significato, l´impatto sulla realtà, magari si sarebbe potuto prevedere con qualche anticipo quanto sta accadendo nelle scuole e nelle università.. >> leggi |
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| Il mostro unico |
 Stefano Benni - il manifesto
Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini. Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana. Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere. E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso. Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico. Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro. Secondo il Dmu (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità.. >> leggi |
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| A scuola col nemico |
 Alba Sasso - il Manifesto
Un gesto di scaltrezza politica quello di chiedere la fiducia sul decreto Gelmini sulla scuola. Dove l’urgenza rivendicata dalla ministra, ancora ieri su tutti i giornali, visto che il decreto scade il 31 ottobre e che ci sarebbe tutto il tempo per una discussione delle camere? In primo luogo il governo ha paura della sua stessa maggioranza. A cominciare dai mal di pancia della Lega sia sul maestro unico sia sulla chiusura delle piccole scuole. In secondo luogo si esercita, nonostante le resistenze di Fini, in prove muscolari. Gesti di sfida alla democrazia parlamentare. Ma c’è di più. Da dove provengono, in questi mesi, le più forti voci di dissenso, di contestazione, di una volontà sempre più chiara di infrangere la marea restauratrice che ormai sommerge il paese?.. >> leggi |
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| Dalla parte opposta: qualche risposta a Galli Della Loggia |
 Chiara Acciarini
Mariastella Gelmini, ecco una persona che parla chiaro, dati sempre freschi alla mano, mentre la sinistra non è in grado di confutare tanta sapiente documentazione, si ritira sugli spalti del “no alle riforme” e non sa formulare proposte alternative. In sintesi, era questo il senso dell’editoriale di Ernesto Galli Della Loggia apparso il 13 ottobre sul Corriere della Sera. Naturalmente a Galli Della Loggia interessa solo l’atteggiamento del Partito Democratico ed, infatti, attende risposte ai suoi interrogativi da parte del ministro ombra Maria Pia Garavaglia. Ma le piazze sono piene di persone che non sono iscritte al Partito Democratico, la protesta dei genitori e degli studenti non è certo incasellabile... >> leggi |
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| Tremonti a Ballarò |
 Alba Sasso
Quello che più colpisce nel dibattito sulla scuola è l’assoluta disinvoltura con cui si affrontano i temi in discussione. C’è, prima di tutto disinformazione e superficialità; ma non solo. C’è, nello stesso tempo, quasi un’ondata nostalgica, una voglia di tornare al passato, il rigetto di ogni innovazione. Così, ogni giorno, sentiamo o leggiamo direttori di giornali, intellettuali raffinati, opinion makers fare l’elogio della scuola della loro infanzia, come se non comprendessero che tra una scuola d’élite e la scuola di tutti c’è più differenza che tra il giorno e la notte.
E come in un revival televisivo, parte l’adesione a questo nuovo modello antico, segnato simbolicamente da scelte come il ritorno del grembiule... >> leggi |
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| Conversazione tra due innamorate della Scuola |
 Anna Riccardi e Maria Chiara Grauso
A: Ciao cara, come stai? Notizie dalla scuola? Ti hanno nominato?
Quanto sono lontani i giorni spensierati, allegri e sereni della nostra vacanza…
Montreal, il fiume San Lorenzo, le mille isole e la mitica New York…
Giorni lontani… melodie di emozioni … ricordi !
Ritorniamo al nostro quotidiano ansioso, preoccupato e angosciato …
M: Ciao collega, che stress incredibile….Che dire, è un periodo assurdo e frenetico.
Milano e le sue scuole, come del resto tutte le province italiane, stanno risentendo un bel po’ di questo clima d’astio che dal ministero si riversa a pioggia sulle istituzioni scolastiche e di tutti i vari provvedimenti che sono appena passati... >> leggi |
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| Se un mattino d’inverno un governante |
 Tullio De Mauro
In varie parti del mondo governi provvidi (pericolosi "sovversivi", ma anche prudenti conservatori, perfino "neocon") si occupano dei livelli di scolarità e lettura del loro paese. Hanno a cuore non solo (forse non tanto) lo sviluppo umano e civile, che quasi sempre, quasi dappertutto, è il primo frutto di alti livelli di istruzione e lettura. Tengono d’occhio anche lo sviluppo economico-produttivo. Perché lo tengono d’occhio? Partirò dalla risposta a questo interrogativo. Come ormai sappiamo dagli economisti, o dovremmo sapere, è stretta la correlazione tra indici dei livelli culturali (scolarità formale, literacy effettiva, lettura di giornali e libri) e capacità tecnologiche e produttive di un paese e/o anche di una sua singola area regionale. Rinvio a quattro testi. Anzitutto alle analisi dettagliate del volume curato da Nicola Rossi, L’istruzione: solo un pezzo di carta? (Il Mulino, Bologna 1993): trasferite quanti capitali e imprese volete in un’area, lo sviluppo economico là non decolla se vi sono bassi i livelli di formazione del capitale umano (e, per la verità, se è diffusa la microcriminalità). Poi rinvio all’intero libro curato da Annamaria Testa... >> leggi |
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